In Val Pessola


  • 65 km

    Distance

  • 141 m

    Min height

  • 617 m

    Max height

  • 476 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


L’allegro gruppo di “quelli che…il sabato mattina” si va ampliando, con grande gioia di tutti e del “presidente” (io) in particolare. Negli anni scorsi ci siamo fatti la “brutta fama” di cottimisti della mtb, e, molti bikers ci evitavano come la peste….giri troppo lunghi, troppo duri, si torna tardi…
Recentemente si sono uniti a noi il giovane Nicola, e il carpigiano Andrea.
Tanto di cappello ad Andrea che negli ultimi sabati si è costantemente unito al gruppo per esplorare colline e montagne salsesi. Siamo stati abbastanza carogne, e ai nostri nuovi amici abbiamo proposto escursioni dalle lunghezze e dai dislivelli impegnativi. Abbiamo però mostrato loro i percorsi più interessanti delle nostre zone. Il loro impegno e anche la loro sofferenza li ha premiati, infatti il meteo è stato davvero ottimo e la nostra collina li ha accolti a dovere vestendo il suo abito migliore. Non solo, i sentieri che abbiamo proposto loro erano in condizioni ottimali e questo ha permesso a tutti noi di godere a pieno delle escursioni off road.
Veniamo al sodo e parliamo della nostra ultima escursione.
Da diverso tempo quel mattacchione di Luca andava rimuginando l’idea di pedalare l’Herpes in salita… Gira e rigira è arrivato il momento. L’allegra brigata parte convinta e straconvinta di sottoporsi alla prova regina della stagione. La lunga inghiaiata che sale dalla Val Cenedolo fino a Case Veronica è veramente dura, ma soprattutto lunga e sconnessa. La pedalata non riesce ad essere fluida e i sassi smossi che scappano da sotto le ruote mettono in seria difficoltà il biker che è già al limite di suo. Si aggiunga poi che alla salita ci si arriva dopo aver già assommato sulle gambe parecchi km e diverse centinaia di metri di dislivello.
Partiamo dal centro di Salsomaggiore con passo tranquillo e rilassato chiacchierando del più e del meno con i nostri nuovi amici. Uscendo dal centro abitato discutiamo su che strada fare per arrivare ad imboccare la temibile salita. “Tira e bastira” decidiamo di scendere a Varano Melegari, percorrere la strada all’interno dell’alveo del Ceno. Questa ci dovrebbe portare nei pressi del ponte del Ceno e da qui poi c’è poco asfalto prima di imboccare l’Herpes.
Per non far fare ad Andrea sempre la solita strada decidiamo di salire verso Pietraspaccata passando dalla pieve romanica di S.Giovanni in Contignaco. La dura salita dopo la chiesa impegna subito le nostre gambe non ancora rodate, il caldo sopravviene veloce e in varie riprese togliamo di dosso i vestimenti superflui. Va meglio ma la salita per arrivare a Pietraspaccata resta dura. La riservetta è sempre lei, con aggiunte un paio di pozzanghere traditrici. Il fango che ci tiriamo addosso fa bella mostra di se sulle nostre gambe mentre percorriamo ridacchiando la Strada della Costa che ci porta sotto il santuario di Mariano. Fin qui tutto bene. Percorriamo in velocità il bel sentiero boschivo che aggira la pieve da dietro e scendiamo verso l’imbocco della Marialonga.
Le piogge della domenica passata hanno lasciato il segno sulla larga sterrata di crinale. Ampie carreggiate di fango secco ci fanno compiere curiosi zig zag. Ma si va bene. Il clima caldo umido ci fa sudare un po’, ma niente di grave, si beve solamente un po’ di più. La padana foschia dovuta all’umidità dell’aria avvolge la collina con velo opalino che offre una sensazione misteriosa all’occhio che spazia nella vallata sottostante. Appena prima di Pietra Corva il primo inghippo della giornata. Andrea lancia un allarme preoccupante: “ho rotta una pedivella!”. Penso: “siamo fritti”. Fortunatamente la pedivella è solo svitata e il filetto un po’ spannato. Le forti mani di Luca hanno ragione del filetto e la pedivella ritorna al suo posto. Ripartiamo.
La scura silhouette di Pietra Corva ci accoglie con una secca salitella. Tiriamo il fiato un attimo e ci lanciamo in una lunga e divertente discesa fino a Varano Melegari. Dapprima scendiamo lungo un’ampia strada boschiva su terreno sterrato poi veloci su una grande strada bianca tutta a tornanti.
Abbiamo giusto il tempo di buttare rapide occhiate alla bella vallata sotto di noi, che si avvicina rapidamente.
Una volta in paese raggiungiamo rapidamente l’autodromo Riccardo Paletti dove Paolo va riempire la vuota borraccia. Il caldo umido ci fa consumare più acqua del previsto, e visto quel che ci attende, meglio essere previdenti. Una ampia strada bianca lungo il greto del torrente Ceno ci accompagna quasi in piano verso Ponte Ceno. Nel mezzo della polverosa strada bianca fa bella mostra di se una ampia pozza di acqua sporca. Un po’ per spazio un po’ per gioco, il nostro bravo Andrea ci passa nel mezzo….e ci lascia il copertone. Pur essendo tubeless pur avendo il magico liquido all’interno il taglio è veramente grande e non c’è altra soluzione che inserire una camera d’aria all’interno.
Riprendiamo a pedalare cominciando a guardare l’orologio, il tempo passa e la processione è ancora indietro.
All’improvviso la strada bianca lascia il greto del Ceno per seguire il greto del torrente Pessola. Oppalà!!! Non vedo possibilità di salire verso la strada. Ci addentriamo parecchio nella valle, fino ad arrivare in prossimità del noto ristorante Fopla. Ora, abbiamo due soluzioni davanti, tornare indietro per strada e bersi un bel po’ di asfalto e poi attaccare l’Herpes, oppure salire a Specchio, scendere di la in val Ceno e attaccare poi la lunga salita maledetta. Io tornerei indietro, mentre il gruppo pensa di salire a Specchio. Tra me e me penso che a Specchio si mangia molto bene polenta e cinghiale, ma è ben la in alto. La chiesa occhieggia lassù fra i bianchi calanchi della stupenda Val Pessola. Saliamo di pedalata costante su asfalto (meno male) ammirando la valle che man mano si apre sotto di noi. La foschia si va diradando, una fresca aria pulisce l’aria regalandoci scorci davvero suggestivi. Salendo, utilizziamo il poco fiato rimasto per progettare escursioni da queste parti. In effetti c’è tutto un mondo da esplorare, però è necessario arrivare almeno fino a Varano in macchina. Verde e misteriosa la Val Pessola si fa corteggiare come una bella donna. Ma come tutte le belle donne vuole il suo tributo di sudore. Arriviamo a Specchio che è orribilmente tardi.
Perdiamo un attimo per fare acqua, mangiare qualcosa e “buttare un occhio” all’antica cappella del 700 (non 1700) e alla antica chiesa poco distante. Poi una lunga discesa a tornanti ci riporta in Val Ceno. L’Herpes è ancora lontana e cmq una volta risaliti saremmo ancora parecchio lontani da casa. E’ tardi dobbiamo trovare una soluzione per rientrare ad un orario decente. Nicola ed io abbiamo l’esigenza di arrivare entro le 14.
La soluzione c’è….Vianino.
Dobbiamo salire a Vianino e da qui raggiungere Pellegrino, poi si risale la Borotalco, e da qui, via strada Della Costa, Riservetta, Massari, bosco, Tintori e siamo a casa.
Detta così sembra facile….ma è tutta da fare.
La strada che dal fondo valle sale a Vianino è bella secca e si inerpica decisa, poi da Vianino sale a strappi successivi, e non finisce mai. Fondamentalmente non è terribile e nemmeno lunghissima, è che ci assilla l’orario e nelle gambe abbiamo già parecchia strada e molta salita.
Però la strada è molto bella e panoramica e la fatica non toglie il bello dai nostri occhi. In qualche momento ci accompagna il richiamo della poiana che volteggia altezzosa sopra le nostre teste.
Davanti abbiamo la quota da salire ma ai nostri fianchi si aprono squarci panoramici davvero belli…ma dobbiamo salire e saliamo.
Finalmente in quota.
Un attimo di sosta per riunire il gruppo che lungo la salita si era un po’ sgranato, uno sguardo veloce al sempre affascinante panorama e giù veloci verso Pellegrino P.se. Divertente e riposante la veloce discesa in asfalto. Ci voleva assolutamente.
Ben presto ci ritroviamo a spingere sui pedali su strada bianca. I primi metri della “borotalco” si fan rispettare. La fatica comincia a farsi sentire sul serio e il gruppo si sgrana in un attimo.
Aspetto Andrea che sta accusando un po’ di fatica. Ne approfitto per tirare il fiato (l’esperienza conta!) Vedo i soci sparire oltre la curva, le loro sagome colorate si stagliano contro il cielo azzurro ora limpido e sgombero dalla umidità della pianura. Un leggero venticello si fa apprezzare per delicatezza e ci delizia con allegria asciugando il sudore. Andrea arriva in pochi secondi e insieme, circolando come due comari al mercato, affrontiamo il tratto polveroso della salita. In questi metri il sentiero è sempre affascinante, il fondo impegna le gambe mentre occhi e testa restano rapite dai colori proposti dalla collina. Ora dobbiamo affrontare la strada della costa che percorsa in questo senso è sempre rognosa, e propone un paio di salite davvero antipatiche. Niente di che…mi sono solamente antipatiche, e vedo che risultano tali anche ai miei soci. Solo Paolo, che ha tirato Nicola che deve arrivare a casa il più presto possibile, sembra insensibile alla fatica e alla salita rompiscatole, e va avanti e indietro come se niente fosse. Imbocchiamo finalmente la riservetta in discesa. Questo tratto richiede sempre la massima concentrazione, una distrazione e ti ritrovi per terra. Niente di difficile, ma non ci si può distrarre. Le stesse pozzanghere fangose dell’andata ci sporcano tanto quanto, ma non fa niente.
Perdo qualche secondo a sostituire la batteria della GOPRO e mi ributto all’inseguimento dei miei soci che raggiungo dopo poco. La riservetta fatta in questo senso sembra in discesa….ma propone 2 o 3 strappetti infidi, che bisogna prendere nel modo giusto…
Raggiungiamo, in asfalto Pietraspaccata, e deviamo, verso l’imbocco dei Massari.
La lunga discesa ci invita a mollare i freni e lasciare correre la bici. Con la sella abbassata la mia corre che è un piacere e la sento stabile sotto il sedere. Gran bella sensazione. Le mie coperture da 2.40” garantiscono un bel grip in salita e grande stabilità in discesa. Ne soffre la scorrevolezza sul terreno facile….ma non si può avere tutto!!
A metà discesa deviamo a destra nel sentiero del bosco. Questa via è stata pulita di recente ed è divertente percorrere il sentiero a tutta velocità. Il bosco è ancora ben verde e il sole che penetra fra gli alberi garantisce dei giochi di luce incredibili. Non abbiamo molto tempo, ma percepiamo le sensazioni e le facciamo nostre….
Arrivare in strada è un attimo….goduria finita!
Ora in meno di 3 km saremo a casa … giusto il tempo di produrci in una piccola gara sull’ultima lieve asperità….
Escursione ben lunga, con un dislivello importante. Tecnicamente facile, ma panoramicamente stupenda.
Bella gita gente!!


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/10930


The cheerful group of "those who ... on Saturday morning," there is increasing, to the delight of all the "president" (I) in particular. In recent years, we have made the "bad reputation" of jobbers of the mtb, and many bikers we avoided like the plague ... .giri too long, too hard, you come back later ...
recently joined us young Nicholas , and Andrea Carpi.
Hats off to Andrea in recent Saturdays has consistently joined the group to explore the hills and mountains of Salsomaggiore. We were quite carrion, and our new friends we have proposed hikes by the lengths and great slopes. But we showed them the most interesting routes in our area. Their commitment and also their suffering has rewarded them, in fact the weather was really good and our hill welcomed them properly dressing her best dress. Not only that, the paths that we have proposed them were in top condition and this has allowed all of us to fully enjoy the off road excursions.
Let's cut to the chase and talk about our last excursion.
For some time the joker Luke was mulling over the idea of ??pedaling uphill Herpes goes round and round ... the time has come. The merry band part and straconvinta convinced to undergo the test queen of the season. The long gravel that rises from the valley up to Cenedolo Case Veronica is really hard, but especially long and bumpy. The ride can not be stirred smooth and stones that escape from under the wheels put in serious difficulties the biker who is already at the limit of his own. It should be added that the climb to get there after you've already added up on the legs several miles and several hundred meters in altitude.
Let's start from the center of Salsomaggiore step with calm and relaxed, chatting about this and that with our new friends. Leaving the town debating on which way to take to get to take the dreaded climb. "Pull and bastira" we decided to get off at Varano Melegari, follow the road into the riverbed of the Ceno. This should lead us near the bridge of the Ceno and from here then there is little asphalt before entering the Herpes.
In order not to make Andrea's always the same road we decided to go to Pietraspaccata passing from the Romanesque church of S .Giovanni in Contignaco. The tough climb after the church immediately committed our legs not yet run-in, the heat fast and occurs in several occasions we take off their clothes superfluous. It should be better but the climb to get to Pietraspaccata remains tough. The riservetta is always her, added a couple of treacherous puddles. The mud that we pull him looks great whether on our feet as we walk the road of Costa chuckle that brings us under the sanctuary of Mariano. So far, so good. We walk speed in the beautiful wooded trail that goes around from behind the church and walk down to the entrance of the Marialonga.
The rains of last Sunday have left their mark on the wide gravel ridge. Wide tracks of dried mud make us curious to make a zig zag. But it's okay. The hot and humid climate makes us sweat a bit ', but nothing serious, you drink only a little' more. The valley mist in moist air wraps around the hill with veil opal that has a mysterious feeling to the eye, ranging in the valley below. Just before Stone Corva the first catch of the day. Andrea launches an alarm worrying: "I broke a crank." I think "we are fried." Fortunately, the crank is only unscrewed and the thread a little 'spannato. The strong hands of Luke are right thread and the crank back in its place. We share.
The dark silhouette of Stone Corva welcomes us with a sharp incline. We pull your breath for a moment and we set off on a long and fun descent to Varano Melegari. First, we descend along a wide forest road in the yard then fast on a big white road winding across.
We have just enough time to throw quick glances at the beautiful valley below us, which is fast approaching.
Once in the country reach the Autodromo Riccardo Paletti quickly where Paul goes to fill the empty water bottle. The humid heat makes us consume more water than expected, and saw what awaits us, better to be sighted. A wide gravel road along the river bed I have dinner with us almost flat to Ponte Ceno. In the middle of the dusty dirt road makes a fine show if a large puddle of dirty water. A little 'space for a bit' for fun, our good Andrea passes in the middle ... and leaves us with the tire. Although tubeless while having the magical fluid inside the cut is really big and there is no other solution than to insert a tube inside.
Resume pedaling beginning to look at the clock, time passes and the procession is still lagging behind.
Suddenly the dirt road leaves the bed of the Ceno to follow the river bed Pessola. Oppalà !!! I see no chance to get to the road. We enter into a long valley, until you get close to the well-known restaurant Fopla. Now, we have two options in front, back on the street and drink a lot 'of asphalt and then attack the Herpes, or climb a mirror, get off of the attack in Val Ceno and then the long climb cursed. I'd go back, while the group thinks climb mirror. Between me and I think that a mirror you eat very well polenta and wild boar, but it is the top. The church peeps up there among whites badlands of the beautiful Val Pessola. We climb steadily pedaling on asphalt (thank goodness) admiring the valley gradually opens beneath us. The mist goes thinning, a fresh air cleans the air giving us truly enchanting views. Going up, we use the little breath left to plan trips around here. In fact there is a whole world to explore, but you need to arrive at least until Varano in the car. Green and mysterious Val Pessola woo you like a beautiful woman. But like all beautiful women wants his tribute sweat. We get a mirror that is horribly late.
We lose a moment to make water, eat something and "keep an eye" in the old chapel of the 700 (not 1700) and the old church nearby. Then a long downhill switchback us back in Val Ceno. Herpes is still far and everyway once we'd still be traced quite far from home. It 's late, we must find a solution to get back at a decent time. Nicola and I need to arrive before 14
The solution is ... .Vianino.
We have to climb to reach Pellegrino Vianino and from here, then go up the talcum powder, and from there by road Della Costa, riservetta, Massari, forest, Tintori and we are home.
That sounds easy ... but it's all to do.
The road from the valley rises to Vianino is pretty dry and strong winds, then by Vianino salt in tears the next, and never ends. Basically it's not terrible and not even very long, is that haunts us the time and in the legs we have a long way and a lot of uphill.
But the road is very beautiful and scenic and fatigue does not take away the fun from our eyes. At some point there takes the call of the buzzards circling above our heads haughtily.
Front to climb but we share our hips open up glimpses of views really beautiful ... but we have to climb and climb.
Finally at high altitude. On A moment's pause to gather the group on the climb was a bit 'grainy, a quick look at the always fascinating landscape and down fast towards Pellegrino P.se. Entertaining and relaxing in the fast downhill asphalt. We definitely wanted.
Soon we find ourselves pushing the pedals on road. The first meters of the "talcum powder" is fan respect. The fatigue begins to be felt in earnest and the group reeled in a moment.
Appearance Andrea who is accusing a bit 'hard work. I take this opportunity to draw breath (experience counts!) I see members disappear around the bend, their colorful silhouettes stand out against the clear blue sky now and eviction from the humidity of the plains. A slight breeze is appreciated for its delicacy and delight us with joy drying the sweat. Andrea arrives in seconds, and together, as two gossips circulating in the market, we face the dusty stretch of the climb. In these meters the path is always fascinating, the fund engages the legs while the eyes and head are kidnapped by the suggested colors from the hill. Now we face the road that crossed the coast in this sense is always scabby, and offers a couple of really nasty climbs. No big deal ... I just unpleasant, and I see that these are also my partners. Only Paul, who pulled Nicola has to come home as soon as possible, it seems insensitive to fatigue and pain in the neck of the hill, and goes back and forth as if nothing had happened. Finally we take the riservetta downhill. This part always requires the utmost concentration, distraction and you find yourself on the ground. Nothing difficult, but we can not be distracted. The same muddy puddles of going there as much as dirty, but it does nothing.
I lose a few seconds to change the battery of the GOPRO and throw them back to me in pursuit of my partners that reach shortly after. The riservetta made in this sense seems to be down ... But we have 2 or 3 strappetti tricky, you have to take it the right way ...
reach, asphalt Pietraspaccata, and we turn towards the entrance of Massari.
Long descent invites us to let go of the brakes and let the bike run. With the seat lowered my runs which is a pleasure and I feel stable under the seat. Great feeling. My covers 2.40 "ensure a good grip uphill and downhill stability. Suffers smoothness on easy terrain ... but you can not have everything !!
Halfway down we turn to the right into the path of the forest. This street has been cleaned recently and it's fun to walk the path at full speed. The forest is still very green and the sun penetrates through the trees ensures amazing play of light. We do not have much time, but we perceive the feelings and ... we make our own.
Getting on the road is a moment ... .goduria over!
Now in less than 3 km we get home ... just in time to bring forth in a small slight roughness on the last race. ...
well long hike, with an elevation gain important. Technically easy, but scenically beautiful. Trip Photos: Beautiful people !!


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/10930

Map/Elevation

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