Altopiano DI Fanes


  • 62.9 km

    Distance

  • 1050 m

    Min height

  • 2187 m

    Max height

  • 1136 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description



E’ un itinerario esteso e faticoso ma di eccezionale bellezza, quello che si snoda nel Parco naturale di Fanes-Sennes-Braies. Ai bikers più allenati che si avventurano per questa traccia il Cinghiale consiglia di intraprenderla dalla località di Longega, che in ladino vuol dire “vicino all’acqua”, data la presenza e la confluenza di due fiumi.
Longega è il crocevia che immette nella Valle di Marebbe e da qui il primo impatto è impressionante: si intravede lo sviluppo della valle, sovrastata da maestose montagne, le Dolomiti Marebbane, che all’imbrunire si accendono di un rosso fuoco, per poi spegnersi in un fioco viola che si perde nel nero della notte. Sebbene noi abbiamo iniziato questa escursione dal Rifugio Pederù, onde evitare la consistente affluenza turistica mattutina sull’Altopiano di Fanes, sarebbe meglio partire da Longega per concludere il lungo itinerario in discesa. Si incomincia pedalare comodamente su bitume fino a San Vigilio. L’inviolata natura montana a sud di S. Vigilio è considerata uno spettacolo molto emozionante. Questo tesoro gode della protezione del Parco naturale di Fanes-Sennes-Braies, che confina a nord con la Val Pusteria, a sud con la provincia di Belluno, ad est con la Valle di Ladro e ad ovest con la Val Gardena.
Chi da S. Vigilio attraversa la bellissima Valle di Tamersc e raggiunge la piana di Pederu, si trova improvvisamente confrontato con un impassibile arco montuoso. Tuttavia una serie di ottimi sentieri raggiungono gli estesi altopiani; il più esteso dei quali corrisponde al mistico e leggendario Altopiano di Fanes, caratterizzato dal piccolo crinale del Passo di Limo e l’omonimo lago nella Piccola e Grande Malga Fanes. La parte sicuramente più entusiasmante del giro e quella d’alta quota dove ci ritroviamo a pedalare per svariati chilometri immersi tra alte vette dalle quali primeggia il colosso del Piz Tabuin. Il sentiero n. 11, che dal Col de Locia scende alla Capanna Alpina, rappresenta un incubo per i meno esperti e nello stesso tempo un’allettante sfida per i bikers più temerari. Infatti riuscire a percorrere totalmente in sella ad una bici questo tratto di sentiero, stretto, ripido e tortuoso costituisce impresa assai ardua. Dalla Capanna Alpina ci lasciamo alle spalle le difficoltà tecniche ed il nostro itinerario ci regala alcune oasi di pace e tranquillità della Val Badia. La Val Badia insieme alla Val Gardena, Val di Fassa, Val di Fiemme, e Valle d’Ampezzo fa parte della Ladinia, terra in cui si parla la lingua ladina e si conservano particolari tradizioni ladine. Distesa ai piedi delle più belle vette delle Dolomiti, la Val Badia per la sua posizione geografica può essere considerata “il cuore delle Dolomiti“.
La Val Badia conserva nei suoi paesi di montagna usi e costumi antichi che accompagnano le tradizioni e le feste religiose in cui si vedono i costumi tradizionali e si possono assaporare i caratteristici piatti ladini come “les tutres o i crafuns mori“.
L’armonia tra il vecchio e il nuovo caratterizzano i paesi e le strutture della Valle in cui si cerca di conservare il paesaggio come patrimonio prezioso, tanto per la popolazione, quanto per i turisti. Il contadino, in modo particolare nelle zone di montagna, con il suo lavoro è sicuramente uno dei principali protagonisti per la cura e conservazione del paesaggio e dell’ambiente. Il nostro lungo e piacevole viaggio di ritorno al punto di partenza si snoda inizilmente sulla ciclabile che scende per San Cassiano e La Villa, poi sulla ciclabile della Val Badia costeggiando le rive del Rio Gadera fino a Piccolino. Da quest’ultimo abitato si imbocca uno stupendo sentiero che attraversa una fitta boscaglia per culminare sulla strada statale nei pressi di Longega. Qui si chiude l’anello e si conclude uno dei “classici” delle Dolomiti…un itinerario di rara bellezza di fronte al quale nessuno può restare indifferente.

CINGHIALE 28/07/2012 Piana di Pederù



http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/8151



E 'an extended and arduous journey but of exceptional beauty, the one that runs through the Nature Park Fanes-Senes-Braies. For the most trained bikers who venture this track Boar advisable to undertake the resort of Longega, which in Ladino means "near the water" due to the presence and the confluence of two rivers.
Longega is the crossroads that enter into Marebbe Valley and from here the first impact is impressive: you can see the development of the valley, overlooked by majestic mountains, the Dolomites Marebbane, which at dusk turn a fiery red, and then go out in a dim purple which lost in the black of night. Although we started this hike from the hut Pederù in order to avoid the large tourist influx morning on the plateau of Fanes, it would be better to start from Longega to conclude the long journey downhill. We begin pedaling comfortably on bitumen up to San Vigilio. The untouched nature of mountainous south of San Vigilio is considered to be one very exciting show. This treasure enjoys the protection of the Fanes-Senes-Braies, which is bordered to the north by Val Pusteria, south of the province of Belluno, on the east by the Rogue Valley and west of Val Gardena.
Who S. Vigilio through the beautiful valley of Tamersc and reaches the plain of Pederu, suddenly finds himself confronted with an impassive mountainous arch. However, a number of excellent trails reach the extensive highlands; the largest of which corresponds to the mystical and legendary Fanes plateau, characterized by small ridge of Pass Limo and the eponymous lake in the Small and Large Malga Fanes. Definitely the most exciting part of the tour and the high altitude where we find ourselves pedaling for several kilometers surrounded by high peaks between which stands the giant Piz Tabuin. The path n. 11, which descends from the Col de Locia the Capanna Alpina, is a nightmare for the inexperienced and at the same time an attractive challenge for the more adventurous bikers. In fact, being able to go completely in the saddle of a bike this stretch of trail, narrow, steep and winding is very difficult undertaking. From Capanna Alpina we leave behind the technical difficulties and our itinerary gives us some oasis of peace and tranquility of the Val Badia. The Val Badia together with Val Gardena, Val di Fassa, Val di Fiemme and Val d'Ampezzo is part of the Ladin, the land where the language is spoken Ladin and keep special Ladin traditions. Lying at the foot of the most beautiful peaks of the Dolomites, the Val Badia to its geographical position can be considered the "heart of the Dolomites."
Val Badia keeps in its mountain villages, ancient customs and traditions that accompany the traditions and religious festivals where you can see traditional costumes and you can taste the typical dishes Ladin as "les tutres or crafuns mori".
The harmony between the old and the new characterize countries and the structures of the valley in which we try to preserve the landscape as a valuable asset, both for the population, as well as for tourists. The farmer, especially in mountainous areas, with his work is definitely one of the main protagonists for the care and conservation of the landscape and the environment. Our long and pleasant journey back to the starting point on the path that winds inizilmente down to San Cassiano and La Villa, then the path of the Val Badia along the banks of the Rio Gadera up to Piccolino. From this village you take a beautiful trail through a dense thicket to culminate on the main road near Longega. Here closes the loop and ends one of the "classics" of the Dolomites ... a journey of rare beauty in front of which no one can remain indifferent.
BOAR 28/07/2012 Plain Pederù
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http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/8151

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