Monte Paolo


  • 43.9 km

    Distance

  • 16 m

    Min height

  • 417 m

    Max height

  • 401 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


Monte Paolo

Attenti alle cadute

categoria: mountain bike.
data: 21 aprile 2007
hanno pedalato: Zanna, Luce, Gerry, Bartolo, Scanferla, Cavina.
tempo impiegato: 2 ore 50 min.
lunghezza: 44 km.
tipo strada: 33.9 km asfalto; 10.1 km sterrato.
altitudine partenza: 15 m.
altitudine massima raggiunta: 417 m.
altitudine minima raggiunta: 15 m.
guadagno dalla partenza: 400 m.
dislivello massimo: 402 m.


Accesso alla partenza: partendo da Ravenna bisogna raggiungere Russi, superata la cittadina in direzione Faenza dobbiamo seguire le indicazioni per l’abitato di Prada.Oltrepassato il paese, dopo circa 1,3 km incrociamo la SP60, via Corleto, che imbocchiamo a destra. Seguendo sempre la strada principale giungiamo alla Pieve di Corleto che troviamo sulla nostra destra.

Descrizione: organizzato da Lele un amico di Riccardo. Io, Riccardo e Bartolo ci siamo incontrati presso il distributore del Agip sulla faentina con appunto Lele e un suo amico (non ricordo il nome), guida guida che ti riguida siamo finiti sempre nel solito posticino il cimitero della Pieve di Corleto.Forse vi stareste chiedendo il perchè di questo lungo preambolo, bè arrivati al parcheggio del cimitero all’improvviso spunta lui l’uomo misterioso Gerry (passa di lì per caso) che nell’attesa aveva gia fatto due giri del percorso. PIEVE di CORLETO: il territorio di ogni diocesi, dopo l'Editto di Costantino del 313 d.C., venne suddiviso in pievi. La parola "pieve" deriva dal latino "plebe" (popolo, comunità di fedeli). Al centro di ognuna di esse fu costruita una chiesa, di solito nelle vicinanze di un castello.Il territorio della Pieve di Corleto si estendeva dal fiume Lamone al Montone e da San Biagio fino a Prada e Russi. I fedeli fin dal V-VI secolo si ritrovavano nella chiesa, che era dedicata a Santo Stefano, patrono dell'Impero Bizantino. A capo della pieve c'era un arciprete, aiutato da altri sacerdoti. Verso l'anno Mille vennero istituite altre parrocchie: Basiago, San Giovannino, Reda, San Barnaba, Saldino, Albereto. Tutte dipendevano dalla Pieve di Corleto nella quale si trovava il Fonte battesimale. Qui furono battezzati, fino alla Pentecoste del 1918, tutti i bambini nati nel plebato. Nell'archivio parrocchiale sono conservati i registri di battesimi, cresime, matrimoni, morti ed i nomi di tutti gli arcipreti dal Concilio di Trento (1576) ad oggi. Il primo documento che ricorda la chiesa plebale di Santo Stefano in Corleto (cioè bosco di còrili o nocciòli) porta la data dell'11 giugno 896 e si trova nell'archivio arcivescovile di Ravenna. Inoltre Corleto è ricordata da una bolla di Papa Celestino II, datata 7 dicembre 1043, tra le 22 pievi della Diocesi di Faenza.Nel 1220, durante le lotte fra Forlivesi e Faentini, la chiesa e il castello della Còsina furono distrutti quasi completamente. Quattro anni dopo la chiesa venne ricostruita in stile romanico a tre navate e fu volta ad oriente secondo la tradizione antica. Poiché era sul punto di crollare, nel 1778 fu rifatta, su disegno dell'architetto faentino Giovanni Battista Campidori, ad una sola navata con volta a bótte e con la facciata rivoltata rispetto alla precedente. La chiesa, oggi in restauro, è in stile neoclassico, anche se alcuni elementi, come la pala d'altare e la cantoria, risentono ancora dello stile barocco. Nell'abside c'è un quadro raffigurante la lapidazione di Santo Stefano, copia realizzata nel 1920 dal pittore forlivese Camporesi da un originale del Cìsari.La chiesa di Pieve Corleto ha sotto di sé una cripta che risale al sec. XI. Il termine "cripta" deriva dal greco "krypto" che significa nascondere: è un edificio di culto che si trova generalmente sotto il presbiterio. Alla cripta si scende da una stanza della canonica con una scaletta a due rampe. Nonostante le dimensioni ridotte (m. 5 x 7 circa) ha la forma di una piccola basilica a tre navate, con le volte a crociera sostenute da quattro colonne: due di marmo venato e due di granito. Tutte hanno capitelli diversi fra loro: tre sono in pietra e uno in cotto. Al centro è stato ricostruito un piccolo altare sul quale viene celebrata la Messa una volta l'anno. È stato fatto un sondaggio di scavo dal quale risulta che il pavimento originario si trovava a circa 80 centimetri sotto quello attuale. Nella cripta sono raccolti diversi materiali risalenti all'epoca romana o medievale: frammenti di mattoni manubriati, una soglia di casa romana, un capitello corinzio spezzato che stava in cima alla facciata della vecchia chiesa a sostenere una croce di ferro, frammenti di una croce medievale in pietra locale (sasso spungone). Poiché era ritenuta un edificio pagano, la cripta è stata utilizzata fino a non molti anni fa come cantina. Scrive lo storico faentino Tonduzzi nella metà del 1600: "Hoggi dì, per essere affatto sotterra sepolta, serve per grotta da conservarvi il vino".Fra il materiale di epoca romana che si trova nella cripta c'è anche un capitello a forma di pigna. Questa "pigna", che stava in cima all'abside della chiesa, ha una storia particolare. Il 16 ottobre 1220 durante uno dei tanti scontri fra Faentini e Forlivesi, questi ultimi, con l'aiuto dell'imperatore Federico II, distrussero la pieve e portarono via la "pigna". Scrive il Tonduzzi nelle sue Historie di Faenza: "Partito dal Faentino, a pena arrivò Federico su 'l Forlivese (...), ordinò che il Castello della Cosna si demolisse, il che subito da Forlivesi, dandoli mano il medemo imperatore con le sue squadre, fu esseguito, e con tal impeto, che le guardie stesse, che v'eran dentro, sariano cadute in lor potere, se non fossero corse le militie Faentine, e non le havessero sottratte al pericolo, e ridotte al sicuro; anzi i Forlivesi non contenti di ciò, gettorono a terra la Chiesa e Campanile di Corleto, seco portando a Forlì un tal sasso fatto in modo di pigna, che era sopra la Treuna della Chiesa".Quattro anni dopo (8 aprile 1224), i Forlivesi vollero fare la pace con i Faentini e restituirono loro la pigna. Inoltre versarono la somma di 200 lire di allora per la ricostruzione della chiesa: "...Erano in tanto i Faentini risoluti di vendicare sopra i Forlivesi l'ingiuria fattoli sotto l'autorità di Federico Imperatore nella demolitione del Castello sopra la Cosna; il che presentito da quelli, mandorono a Faenza li 8 aprile Bartolomeo Naso Bolognese Podestà, insieme con 20 de più conspicui Cittadini, quale (...) consegnò nel medemo tempo la pietra in modo di pigna, che era sopra la Treuna, o cupola della chiesa di Corleto, trasportata da essi a Forlì all'hora, che la demolirono; pagò libbre 200 di moneta da darsi a Monsig. Vescovo per la restaurazione della Chiesa".
Iniziamo il nostro giro con una nebbiolina non di stagione, panorami negati. Si sale dalla stessa strada del giro di monte Poggiolo ma arrivati sulla discesa “serpentone” la si lascia sulla sinistra rimanendo sul crinale, si prosegue sulla strada asfaltata che fa una larga curva a destra, quando sulla sinistra inizia un tremenda discesa asfaltata con sassolini tremendi sulle curve. Qui purtroppo, a 14.1 km,dopo due terribili tornantini, in una falsa curva viene disarcionato Riccardo dalla sua FRW. Trovato incastrato in un fosso tra le leve della sua bicicletta. Niente paura non è successo nulla a parte due ginocchia sbucciate e la ruota posteriore un po’ fuori centro. Ripartiamo, alla fine della discesa abbiamo girato a sinistra su una strada asfaltata in direzione sud, dopo 3 Km si incontra il bivio sulla sinistra per Monte Paolo. Santuario di MONTE PAOLO: sorge a Km 7 dal paese in cima al colle omonimo. Vi sostò in meditazione Sant'Antonio da Padova a cui è dedicato. Il monastero risale all'inizio del XX secolo. Nei pressi dell'eremo si può ammirare la grotta del Santo, dove quest'ultimo si raccolse in preghiera, raggiungibile attraverso il sentiero della speranza. Nell'anno 2000 è stato realizzato nelle vicinanze dell'eremo un percorso arredato di mosaici che ricordano le fasi cruciali delle vita e della predicazione del Santo. All'interno del Santuario si trova la reliquia di Sant'Antonio.L'eremo è attualmente gestito da una comunità di francescani. Tutte le domeniche del mese di settembre vi si svolgono celebrazioni in onore di Sant'Antonio. La strada sterrata inizia e finisce con una ripida salita fino alla chiesa in cima al monte 440 mt. fontanella. Qui inizia la discesa fino a Castrocaro “Brisighella secondo Lele” una bellissima discesa ma anche per me e arrivato il momento del patacca. Dopo una curva, mi sono trovato davanti a un cofano di una Punto bianca, dalla paura ho chiuso gli occhi e sono scivolato in terra attendendo la botta, ma per fortuna la Punto era già ferma, che caga.Siamo ripartiti io con un po’ di pelle in meno su lato sinistro e il pensiero di due feriti su sei nel gruppo, che giornatina.Arrivati a Castrocaro siamo andati verso la Terra del Sole poi verso Villagrappa fino alla Pieve di Corleto dove l’uomo misterioso è scomparso tra le nebbie faentine. Un bravo a Riccardo che non ha mai mollato anche con le ginocchia grondanti e con la bici ciondolante come un carrettino tailandese.


Varianti:

Punti critici: dopo circa 13,6 km dall’inizio comincia una rapida discesa asfaltata stretta e con molta ghiaia sul tracciato, per fortuna non molto lunga 800 m.; a 21,57 km inizia una veloce e pericolosa discesa sterrata che prosegue per circa 2,4 km.

Luce


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/4638


Monte Paolo
Beware of falling
category: mountain biking.
Date: April 21, 2007
rode Fang, Light, Gerry, Bartolo, Scanferla, Cavina.
time: 2 hours 50 min.
length: 44 km.
type road: 33.9 km asphalt; 10.1 km dirt road.
Starting altitude: 15 m.
Maximum altitude reached: 417 m.
Minimum altitude reached: 15 m.
Gain from the start: 400 m.
Maximum height difference: 402 m.
Access to starting point: starting from Ravenna must reach the Russians, after the town in the direction of Faenza we have to follow the signs to the village of Prada.Oltrepassato the country, after about 1.3 km crossed the SP60, via Corleto, take it to the right. Following the main road we come to the Parish of Corleto that we find on our right.
Description: Lele organized by a friend of Richard. I, Richard Bartolo and we met at the distributor of Agip on faentina with just Lele and his friend (can not remember the name), driving guide that will riguida always ended up in the usual spot the cemetery of the Parish of Corleto.Forse you would you be wondering why this long preamble, well arrived at the parking lot of the cemetery suddenly checked him the mysterious man Gerry (go there by chance) that waiting had already done two laps of the course. PARISH CORLETO of the territory of each diocese, after the Edict of Constantine in 313 AD, was divided into parishes. The word "church" comes from the Latin word "plebe" (the people, the community of the faithful). At the center of each of them was built a church, usually near a castello.Il territory of the Parish of Corleto stretched from the river Lamone and Montone at San Biagio to Prada and the Russians. The faithful from the V-VI century found themselves in the church, which was dedicated to St. Stephen, the patron saint of the Byzantine Empire. At the head of the church there was a priest, assisted by other priests. Towards the year one thousand other parishes were established: Basiago, Saint John, Reda, St. Barnabas, Saldino, Albereto. All depended on the Pieve di Corleto he was in the Baptismal font. Here they were baptized, until Pentecost of 1918, all children born in plebato. Are preserved in the parish registers of baptisms, confirmations, marriages, deaths, and the names of all archpriests the Council of Trent (1576) to the present. The first document that reminds the church of Santo Stefano in plebale Corleto (ie forest còrili or hazel) dated 11 June 896 and lies in the archive the Archbishop of Ravenna. Corleto is also commemorated by a bull of Pope Celestine II, dated December 7, 1043, among the 22 parishes of the Diocese of Faenza.Nel 1220 during the struggles between Forli and Faenza, the church and the castle of Cosina were almost completely destroyed. Four years after the church was rebuilt in Romanesque style with three naves and was once the east according to ancient tradition. Because he was on the verge of collapse, was rebuilt in 1778, designed by the architect Giovanni Battista Campidori Faenza, with a single nave with a barrel vault and with the front flipped compared to the previous year. The church, now under renovation, is in neoclassical style, although some elements, such as the altar and the choir, are still affected by the Baroque style. In the apse is a painting depicting the stoning of St. Stephen, a copy made in 1920 by the painter forlivese Camporesi from an original Cìsari.La church of Pieve Corleto has under him a crypt that dates back to centuries. XI. The term "crypt" comes from the greek "crypto" which means to hide: it is a place of worship which is usually located under the chancel. You go down to the crypt from a room in the rectory with a ladder two flights. Despite its small size (m. Approximately 5 x 7) has the form of a small basilica with three naves with vaults supported by four columns, two of veined marble and two granite. They all have different capitals among them three are in stone and one brick. At the center was built a little altar on which Mass is celebrated once a year. It was made a survey of the excavation from which it appears that the original floor was about 80 cm below the current one. In the crypt are collected various materials dating back to Roman or medieval fragments handle bricks, a threshold of the Roman house, a Corinthian capital that was broken in the top of the facade of the old church to support an iron cross, fragments of a medieval cross in local stone (stone spungone). Because it was considered a pagan building, the crypt was used until a few years ago as a wine cellar. Writes historian Faenza Tonduzzi in the mid-1600s: "Hoggi day, to be buried in the earth at all, you need to save you from the wine cave" .fra material from the Roman period that is located in the crypt there is also a capital in the shape of a pine cone . This "cone", which was at the top of the apse of the church, has a particular history. On October 16, 1220 during one of the many clashes between Faenza and Forli, the latter with the help of the Emperor Frederick II, destroyed the church and took away the "cone". Writes the Tonduzzi in his Historie of Faenza: "Starting from Faenza, under penalty came on Frederick 's Forlivese (...), ordered that the Castle of COSNA be pulled down, which suffered from Forlivesi, giving them a hand with the emperor medemo His teams, was performed from outside, and with such impetuosity, that the guards themselves, who were there inside, Sariano falls in their power, if they were not racing the militie Faentine, and not the havessero removed from danger, and reduced to a safe, indeed the Forlivesi not content with this, gettorono ground the Church and Belfry of Corleto, bringing with him in Forli such a stone made sure to pine cone, which was above the Treuna of the Church ".Four years later (April 8, 1224), the Forlivesi wanted to make peace with the Faentini and returned them the pine cone. Also poured the sum of 200 pounds at the time for the reconstruction of the church: "... They were so much in the Faentini determined to avenge the insult over Forlivesi fattoli under the authority of the Emperor Frederick demolitione Castle above the COSNA, the presentiment that those, they sent them to Faenza on April 8 Bartolomeo Nose Bolognese Podesta, along with 20 of the most conspicuous citizens, which (...) delivered in time medemo stone in the way of a pine cone, which was above the Treuna, or the dome of the Church of Corleto, transported by them to Forli all'hora, which demolished it, he paid 200 pounds of money to be given to Mgr. Bishop for the restoration of the Church. "
begin our tour with a mist not seasonal views denied. You climb the same mountain road ride Poggiolo but come on down "snake" it is left to the left staying on the ridge, continue on the paved road that makes a wide curve to the right, when the left starts a tremendous downhill paved with pebbles tremendous on the curves. Here, unfortunately, at 14.1 km, after two terrible hairpins, in a false curve is thrown from his Riccardo FRW. Found stuck in a ditch between the levers of his bicycle. Do not worry, nothing happened apart from two skinned knees and the rear wheel a bit 'off center. We leave at the end of the descent we turned left onto a paved road in a southerly direction, after 3 km you reach the junction on the left for Monte Paolo. Shrine of MONTE PAUL: 7 Km from the village rises on the hill of the same name. We stopped in St. Anthony of Padua meditation to which it is dedicated. The monastery dates back to the early twentieth century. Near the hermitage you can see the cave of the saint, where it gathered in prayer, accessible through the path of hope. In the year 2000 was made in the vicinity of the hermitage a path decorated with mosaics reminiscent of the crucial phases of the life and preaching of the saint. Inside the shrine is a relic of Sant'Antonio.L'eremo is currently managed by a community of Franciscans. Every Sunday of the month of September we held celebrations in honor of Saint Anthony. The dirt road begins and ends with a steep climb up to the church on top of the mountain 440 meters. fountain. Here begins the descent to Castrocaro "Brisighella according to Lele" a beautiful descent but also for me and the time of the stain. After a turn, I found myself in front of a white hood of a point, from the fear I closed my eyes and I slipped on the floor waiting for the blow, but fortunately the point was already stopped, that caga.Siamo shared with me a bit ' skin less on the left side and the thought of two wounded six in the group, which giornatina.Arrivati ??Castrocaro we went to the Land of the Sun then to Villagrappa to the Parish Church of Corleto where the mysterious man disappeared into the mists of Faenza . A bravo to Richard, who never gave up even with the knees and dripping with bike dangling like a wagon Thai.
Variants:
Critical points: after about 13.6 km start begins a rapid descent and narrow paved with a lot of gravel on the track, fortunately not very long 800 m .; 21.57 km to start a fast and dangerous dirt road that goes downhill for about 2.4 km.
Light


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