Maccagno Monte Covreto


  • 28.9 km

    Distance

  • 557 m

    Min height

  • 1604 m

    Max height

  • 1047 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


Questo qui sotto è il resoconto originale del 2011... il tracciato (GPS) si riferisce alla salita del 16 giugno 2013.
Maccagno...
...a volte si apre una cartina topografica e si rimane colpiti da un percorso ... e allora si immagina come protrebbe essere...a volte ci si immagina che sia bello, panoramico, appagante e divertente in discesa...e a volte ci si indovina in pieno!!!
Parte così la scelta del giro di Maccagno, aprendo una cartina!
Rimandato il giro un paio di volte per diversi motivi, ieri si è aperta una congiuntura astrale favorevole e... interpellati gli auruspici, letto i visceri dell'agnello sacrificale, visto il bel tempo e tenuto conto che domenica sarei stao impossibilitato, ho deciso di andare...
Partito prestino da casa in compagnia delle note di "foemm e prufoemm" di Davide Van de Sfroos, alle 8.00 ero nella parcheggio dietro al Comune di Maccagno. Preparata la bici ecco l'unica nota stonata della giornata: il garmin era scarico! Pazienza, sarà una giornata senza traccia finale!
La salita verso Biegno si può fare su asfalto (16 km di noia tassellata) oppure infilandosi nella ASV, acronimo della Antica Strada Veddasca...in realtà con la S che a volte si traforma in "scalinata" a volte in "spingi". Io l'ho imboccata a Veddo e seguita fino a Cadero, poi su consiglio di alcuni "locali" ho proseguito fino a Graglio (giro in paese) su asfalto e poi su fino ad Armio, per arrivare fino a Biegno con una serie di "dentro e fuori". Attenzione perchè la ASV non è molto frequentata ed in molti tratti risulta coperta di foglie e tronchi oltre che poco mantenuta.
Arrivati a Biegno termina il tratto di asfalto del giro e fuori dal paese, sulla sinistra della strada che prosegue per la dogana di Indemini, si trova il cartello indicatore di Cangili. Da qui la strada è interdetta al traffico veicolare (comunque scarso) "non autorizzato". Sul cartello una indicazione aggiuntiva incute timore: pendenza 17%...per fortuna è solo il primo pezzo, qualche centinaio di metri, poi si addolcisce, senza però smettere mai di salire con decisione. Il fondo generalmente è in ottimo stato, cementato ed asfaltato. La strada si svolge in un bosco di betulle e quindi si pedala sempre all'ombra...
L'abitato di Cangili è adagiato sul finco della montagna ed è costituito da case in pietra con una vista meravigliosa verso sud-est. La strada prosegue sterrata passando sopra al paese. Di fronte si vedono gli abitati di Curiglia, Viasco e Monteviasco e sullo sfondo il Lema ed il Tamaro, con la cima ancora a tratti innevata.
Una volta superato Cangili ci si dirige verso Monterecchio, pedelando quasi in piano sulla sterrata parzialmente ombreggiata...ma qui cominciano i segni premonitori di uno spettacolo deprimente... ci sono alcuni grossi piloni dell'elettricità, con i cavi che passano giusto davanti alle case. Sarebbe bastato posarli spostati verso ovest di poche decine di metri per lasciare alle case la vista splendida verso valle...
Usciti dall'abitato (si fa per dire giacchè ieri non c'era anima viva in giro) di Monterecchio, si sale lungo un largo sentiero, il cui fondo molto scassato impedisce sostanzialmente di pedalare quindi...si spinge!! poche decine di metri e si arriva al Passo di Fontanarossa, dove un cartello fornisce le indicazoni dei percorsi disponibili.
Data l'ora presta di ieri, ho deciso di salire fino al monte Covreto, dal quale si gode un ottimo panorama. Si prende quota su un altro sentiero largo ma scassato fino a quota 1500 circa (la bici in spalla consente di salire rapidi), poi un lungo sentierino quasi orizzontale tagliato sul lato ovest della montagna conduce fino al cartello per salire al Covreto, oppure in alternativa di proseguire verso il Monte Paglione, al confine con la Svizzera (il Covreto è già in territorio svizzero e mentre si sale un cippo bifrionte provvede a rammentarlo all'incauto viandante che si divesse avventurare nelle terre del terribile Bignasca).
La cima del Covreto si raggiunge rapidamente spingendo la bicicletta lungo un sentiero largo una spanna tracciato sul finaco della montagna lungo la linea di massima pendenza. L'erba secca rende a tratti scivoloso il fondo, senza mai creare veri problemi di equilibrio. Dalla cima si gode un splendida vista sul lago e sulle cime circostanti. Ieri tirava un refolo di vento che faceva tintinnare la cordina ancorata alla croce di vetta. Fatte le foto di rito me ne sono tornato verso il basso, saltellando sul sentiero e facendo scivolare le ruote sull'erba secca. Il tratto di discesa sul sentiero scassato è un pò da equilibristi ma si riesce a fare senza grandi patemi.
Da qui comincia il divertimento vero...un single track in filo di cresta, mai esposto o pericoloso con bei panorami, ombreggiato a tratti. Nel bosco di betulle ad un certo punto il mio percorso si è incrociato con quello di una famigliola di cinghiali, una femmina con 7-8 cuccioli di una cinquantina di centimetri di uno splendido color cacao. Ho avuto fortuna che fossero ad una ventina di metri e non mi abbiano degnato di uno sguardo.
Terminata la cresta ho continuato la discesa sul sentiero, sempre in mezzo alle betulle e qualche rado faggio. Il percorso è ben visibile e comunque segnato anche dai bolli bianchi e rossi sui tronchi. La prima parte di discesa termina con un bel prato in pendenza vesro la Forcora, nella zona alla base degli impianti. Sosta per un caffè ristoratore e due chiecchiere con il gestore del "Rifugio Forcora" per poi ripartire per la seconda parte della discesa, in un facile sentierone nel bosco di faggi. Solita cautela nei tratti coperti di foglie, tante, che spesso nascondono sassi e buche. Al termine del sentiero sono arrivato in prossimità della diga del lago Delio, noto per essere il lago più leggero d'Italia!! Qui si può scegliere se percorrere il lato est, ancora in mezzo al bosco, oppure il lato ovest afaltato e un pò noioso...
io ho scelto quest'ultimo per passare alla base della diga nord. Una volta costeggiato il lago fino alla diga sud, in corrispondenza del parcheggio "lago Delio" ci sono le indicazioni per la Via Verde Varesina (3V). Imboccato il sentiero sono sceso qualche decina di metri su un fondo scassatissimo e poco interessante. Una volta giunto al bivio dove la strada asfaltata devia per andare alla Forcora, ho proseguito sull'asfalto per qualche metro ancora ed ho trovato le nuove indicazioni per la 3V...e da qui comincia la parte finale del divertimentooooo! Questo tratto, percorso fino a dopo Sarangio è costituito da tratti scalinata a gradoni lunghi e tratti di pavimentazione in pietra, compatta e ben tenuta tutta all'interno del bosco di castagni, con un paio di ponticelli da attraversare e qualche tratto protetto da un parapetto in legno. Quando sono uscito sull'asfalto quasi mi veniva la tristezza...
Da qui si percorrono gli ultimi metri di discesa, con i tornanti che digradano velocemente verso la statale n.394 del Verbano Orientale. Da lì in pochi minuti si torna di nuovo al parcheggio, non prima di essere transitati accanto ad un Rincospernum fiorito che ha un profumo inebriante.

Note:
Giro non lunghissimo, di 34 km segnati dal contakm della bici, asclusi i tratti con la bici a spalla...
Capacità tecnica richiesta: media
Dislivello complessivo sconosciuto (stimato intorno a 1500-1600 metri), partenza da Maccagno circa 200 metri e punto alto Monte Covreto 1593 m slm, senza particolari saliscendi se non un lungo tratto di asfalto fra Graglio ed Armio.
Acqua abbondante su tutto il percorso.
Pochissima gente sul percorso.
Protezioni a mio parere sostanzialmente inutili: io le avevo ma non le ho indossate, tranne casco guanti ed occhiali.
Tempo impiegato fra foto, deviazioni, soste, panino e caffè, circa 8 ore


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/4200


This below is the original record of 2011 ... the path (GPS) refers to the ascent of 16 June 2013
Macclesfield ...
... sometimes it opens a topographical map and you will be impressed from one location ... and then imagines himself as starch could be ... sometimes we imagine that it is beautiful, panoramic, rewarding and fun downhill ... and sometimes you guess in full !!!
Party so the choice of the Tour of Macclesfield, opening a map!
Postponed around a couple of times for various reasons, yesterday opened an astral conjuncture favorable ... and questioned the auruspici, read the entrails of the sacrificial lamb, as good weather and taking into account that on Sunday I would be unable stao, I decided to go Party ...
pay from home in the company of the song "foemm and prufoemm" David Van de Sfroos, at 8:00 am I was in the parking lot behind the City of Macclesfield. Prepared the bike that's the only sour note of the day: the garmin was unloading! Patience will be a day without final track!
The climb to Biegno you can do on asphalt (16 km boredom tessellated) or slipping in the ASV, an acronym of the Ancient Road Veddasca ... in fact with the S that sometimes transforms into "steps" sometimes "push". I have embarked on a Veddo and followed up to Cadero, then on the advice of some "local" I went up to Graglio (ride in the country) on tarmac and then up to Armio, to get up to Biegno with a series of " inside and out. " Be careful because the ASV is not very popular and in many places is covered with leaves and trunks over that little remained.
Once in Biegno ending stretch of asphalt around and out of the country, on the left side of the road that goes to the customs Indemini, is the signpost of Cangili. From here the road is closed to vehicular traffic (however poor) "unauthorized". The sign an additional indication scary: 17% slope ... luckily it is only the first piece, a few hundred meters, then softens, without ever stopping to come up with a decision. The fund generally is in very good condition, with cement and asphalt. The road is carried out in a birch forest and then you ride forever in the shadow ...
The town lies on the Finch Cangili of the mountain and consists of stone houses with a wonderful view to the south-east. The road continues unpaved passing over the country. In front you can see the villages of Curiglia, Viasco and Monteviasco and the background Lema and Monte Tamaro, with the top still sometimes snowy.
Once past Cangili we head towards Monterecchio, pedelando almost flat on the dirt partially shaded begin here ... but the warning signs of a depressing sight ... there are some large electricity pylons, with cables that pass right in front of houses. It would just place them moved westward to a few tens of meters to leave the house a beautiful view down the valley ...
After leaving the (so to speak Giacchè yesterday there was not a soul around) of Monterecchio, you climb along a wide path, the bottom of which substantially prevents pedaling very shaky ... then goes !! few tens of meters and you arrive at the Pass of Fontanarossa, where a sign provides INDICATIONS paths available.
Given the now lends yesterday, I decided to go up to the mountain Covreto, which offers a great view. It picks up on another trail off but battered to a height of about 1500 (to carry your bike makes climbing fast), then a long trail almost horizontal cut on the west side of the mountain leading up to the sign to go up to Covreto, or alternatively to continue towards Mount Paglione, on the border with Switzerland (the Covreto is already in Swiss territory, and as you climb a stone bifrionte shall remember this at Inc. traveler who divesse to venture into the lands of the terrible Bignasca).
top the Covreto is reached quickly pushing the bike along a path a foot wide path on the mountain Finaco along the line of maximum slope. The dried herb makes the sometimes slippery bottom, never create real balance problems. From the top you can enjoy a splendid view of the lake and surrounding peaks. Yesterday he pulled a gust of wind that rattled the cord anchored to the summit cross. Without the usual photos I came back down, hopping on the trail and sliding wheels on the dry grass. The downhill stretch on the trail is a little shaky balancing act but you can do without major worries.
From here begins the real fun ... a single track in the ridge, never exposed or dangerous with good views, shaded at times. In the woods of birch at one point my path crossed with that of a family of wild boar, a female with 7-8 cubs of about fifty centimeters in a beautiful cocoa color. I was lucky that they were about twenty yards, and I have not bothered to look.
After the crest I continued down the path, always in the midst of some birches and beech rarely. The path is clearly visible and in any event also marked by white and red stamps on the trunks. The first part of descent finishes with a nice sloping lawn vesro the Forcora, in the area at the base of the plants. Stop for a coffee restaurateur and two chiecchiere with the manager of the "Refuge Forcora" and then set off for the second part of the descent, in an easy Sentierone in the beech forest. Usual caution in sections covered with leaves, many, often hidden rocks and holes. At the end of the path I arrived in the vicinity of the dam of Lake Delio, reputed to be the largest lake in Italy light !! Here you can choose whether to take the east side, still in the woods, or the west side afaltato and kinda boring ...
I chose the latter to go to the base of the dam north. After skirting the lake to the dam south, at the parking lot "Lake Delio" there are signs for the Via Verde Varesina (3V). Take the path I went down a few dozen meters of a fund scassatissimo and uninteresting. Once you arrive at the junction where the road deviates to go to Forcora, I continued on the tarmac for a few yards, and I still find new directions for the 3V ... and from here begins the final part of divertimentooooo! This stretch path until after Sarangio consists of traits staircase with steps and long stretches of paving stone, compact and well kept inside the whole forest of chestnut trees, with a couple of bridges to cross and some stretch protected by a parapet wood. When I left the tarmac I was almost sadness ...
From here you walk the last few meters of descent, with the switchbacks that descend quickly to the state 394 of Verbano Eastern. From there in a few minutes it returns back to the parking lot, but not before being passed next to a flower Rincospernum which has a heady scent.
Note: Giro
not very long, 34 km of marked by the speedo bike, asclusi traits with the bike on the shoulder ...
technical capacity required: average height difference
unknown (estimated at 1500 to 1600 meters), starting from Macclesfield 200 meters and 1593 m high point Monte Covreto above sea level, with no particular ups and downs but a long stretch of asphalt between Graglio and Armio.
plenty of water all the way.
Very few people on the course.
Protections in my opinion essentially useless: I had but I do not I've worn, except for the helmet goggles and gloves.
Time spent between photos, detours, stops, sandwich and coffee, about 8 hours


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/4200

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