Altomontana dal rifugio Ariel a Zafferana


  • 59.7 km

    Distance

  • 579 m

    Min height

  • 1936 m

    Max height

  • 1356 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


Partiamo dal rifugio Ariel e cominciamo a pedalare sotto una pioggia battente.
L’unico rammarico è il non potere vedere quello che ci sta intorno, ma per il resto il morale della truppa è alto. Si parte subito in leggera salita, compagigi ci guida con il gps districandosi fra i vari bivi e arriviamo al primo rifugio, dove facciamo una sosta per riparare qualche piccolo problema tecnico alle bici.
Cerchiamo di ripartire il prima possibile e fare poche soste, perché siamo già belli bagnati e ogni volta che ci si ferma il corpo si raffredda in fretta, siamo pur sempre a 2000 m di quota.
Comincia adesso una lunga discesa e ci fermiamo a vedere una grotta formata da una vecchi eruzione. L’altomontana è davvero molto bella, si passano continue lingue di antica lava, alternate a verdi boschi e a colate più recenti. Finalmente smette di piovere, la nebbia si alza un po’ e ci permette di vedere meglio cosa c’è anche un po’ più lontano, l’ Etna ci mostra i suoi straordinari colori.
La sterrata si trasforma in sentiero e si passa adesso direttamente sulla colata lavica,
stiamo molto attenti a pedalare sui neri sassi perché sono molto taglienti.
Il panorama è però spettacolare, c’è un breve tratto da fare a spinta, dariuz cerca di farlo in sella e qui il dramma, salta il forcellino. Siamo nel punto più lontano del giro e non c’è traccia di anima viva oltre a noi.
Bisogna risolvere questo problema, perché dover spingere la bici per il resto del giro sarebbe improponibile. Naturalmente tutti abbiamo lasciato a casa i nostri attrezzi visto il viaggio aereo, ma magicamente acido lattico tira fuori dal cilindro uno smagliacatena, cosi si può riparare la bici di Dariuz trasformandola in single speed. Non molto confortevole in certe situazioni, visto che salita, discesa e piano si alternano spesso, ma perlomeno si può continuare.
Usciamo in breve da questo bel sentiero costellato anche di piccoli crateri e continuiamo sulla strada, prima nel bosco, poi ancora sulla lava, finche si arriva ad un bivio dove un cartello indica la presenza di alcune grotte. Visto che siamo abbastanza in tabella di marcia, lasciamo le bici e ci avventuriamo alla scoperta in mezzo a mari di antica lava. In pochi minuti arriviamo alla grotta dei lamponi e approfittando di una guida locale fornita di luci che sorge improvvisamente dalle viscere della terra, ci addentriamo alla scoperta di questo canalone dove una volta scorreva la lava.
In fondo troviamo anche il caratteristico “cimitero delle coccinelle”, cosi chiamato perché le coccinelle che entrano nella grotta non hanno più la forza di uscirne in volo.
Usciamo dalla grotta e intanto anche un timido sole sbuca dalle nuvole.
Riprendiamo a pedalare, ma appena girato un promontorio, ripiombiamo nella fitta nebbia.
per adesso si procede bene, ma non bisogna fermarsi troppo. Si continua in leggera discesa e le colate laviche si alternano sempre più spesso a folti boschi di grandi conifere.
Arriviamo cosi al rifugio Bruneck. Adesso ci attende una salita su asfalto, fino ad arrivare al rifugio Citelli. Da qui inizia una lunga discesa verso Zafferana, ma prima, visto che sono ormai le 14, ci fermiamo per un panino e per cambiarci i vestiti bagnati, sia per la pioggia mattutina e sia per la sudata dell’ultima salita. Jag tenta anche di estorcere una birra ad un gruppo di gitanti ma con scarsi risultati.
Dopo esserci finalmente ripresi, affrontiamo il ripido e stretto sentiero nel bosco. In effetti è un sentiero freeride, e le nostre frontine non sono certo l’ideale, ma ad esclusione dei salti, ognuno da il meglio di se e affronta gli ostacoli con il proprio stile.
Non mancano naturalmente le cadute, ma subito ci si rialza e via, prendiamo confidenza con il terreno umido e pieno di viscide foglie e il divertimento non manca.
Verso la fine del sentiero un tratto lastricato mette a dura prova le nostre braccia, ma i magnifici otto sono duri a morire ed escono vittoriosi anche da questo bosco.
Siamo adesso alla deviazione per il famoso ilice di carrinu, un gigantesco albero secolare e naturalmente non ce lo lasciamo sfuggire, in pochi minuti a piedi arriviamo al leccio e scattiamo le foto di rito.
Riprendiamo la discesa, ancora un tratto lastricato, ormai siamo abituati, poi la strada diventa asfaltata e in breve arriviamo a Zafferana, dove è in corso la sagra dell’ottobrata. Siamo cosi scagliati di colpo dai silenzi e dalla solitudine dell’altomontana al traffico e al vociare di migliaia di persone che si accalcano davanti agli stand culinari della via principale.
Forse (anzi sicuramente) si stava meglio prima, ma facciamo di necessità virtù e, appoggiate le bici, ordiniamo panini con carne e funghi e birra per tutti

il report:

il video:


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/3314


We start from the refuge and Ariel begin to ride in the pouring rain.
The only regret is not being able to see what is around us, but for the rest of the troop morale is high. It starts immediately uphill, compagigi guide us with the gps untangling of the various forks and get to the first hut, where we stop to repair some minor technical problems with the bike.
Try to start as soon as possible and make a few stops because we are already wet and beautiful every time you stop the body cools down quickly, we are still at 2000 m altitude.
now begins a long descent and we stop to see a cave formed by an old eruption. The altomontana is really very beautiful, past continuous languages ??of ancient lava, alternating with green forests and lava newer. Finally the rain stops, the fog lifts a bit 'and allows us to see better what's also a bit' further, the 'Etna shows us her extraordinary colors.
The dirt road turns to trail and now goes directly to the lava flow, Buy, we are very careful to ride rocks on blacks because they are very sharp.
The view is spectacular though, there is a short stretch to do push, Dariuz try to do it in the saddle and here the drama, skip the dropout. We are in the farthest point of the tour and there is no trace of a soul besides us.
Must resolve this problem, because having to push the bike for the rest of the tour would be impractical. Of course we all left our gear at home saw the plane ride, but lactic acid magically pulls out of the hat one rivet tool, so you can repair the bike Dariuz transforming it into single speed. Not very comfortable in certain situations, as ascent, descent and plan alternate often, but at least you can continue.
We go out in short from this beautiful trail also dotted with small craters and continue on the road, in the woods before, then again on the lava, until you come to a junction where a sign indicates the presence of some caves. Since we are quite in the roadmap, we leave the bikes and we venture to discover in the midst of the seas of ancient lava. In a few minutes we arrive at the cave of raspberries and taking advantage of a local guide provided with lights that suddenly rises from the bowels of the earth, we venture to explore this canyon where the lava once flowed.
At the bottom we find the characteristic "cemetery Ladybirds ", so called because the ladybugs entering the cave no longer have the strength to get out of it in flight.
We leave the cave and in the meantime also a shy sun emerges from the clouds.
We continue to pedal, but just shot a promontory, ripiombiamo in the dense fog.
for now it is going well, but we must not stop too. It continues slightly downhill and lava flows alternate more often in dense forests of large conifers.
Arrive at the shelter so Bruneck. Now we have an ascent on asphalt, until you get to the shelter Citelli. From here begins a long descent towards Zafferana, but first, since I'm now 14, we stop for a sandwich and to change clothes wet from the rain for both the morning and the last sweaty climb. Jag also attempts to extort a beer with a group of hikers but with poor results.
After we finally resumed, we face the steep and narrow path in the woods. In fact it is a trail ride, and our frontine are certainly not ideal, but with the exception of jumps, each one from his best and tackles obstacles with their own style.
Of course, there falls, but immediately we got up and away, we take confidence with the soil moist and full of slimy leaves and as much fun.
Towards the end of the path a paved section puts a strain on our arms, but the magnificent eight of them are die-hards and come out victorious even in this forest.
We are now at the crossing of the famous Ilice Carrinu, a giant old tree, and of course do not let him escape, in just a few minutes walk to get to the ilex and the usual photo shoot. < br> We continue the descent, still a paved section, we are now accustomed, then the road becomes paved and soon arrive at Zafferana, where the festival is being dell'ottobrata. We are thus thrown suddenly silences and loneliness dell'altomontana traffic and the voices of thousands of people who gather in front of the culinary stand in the main street.
Maybe (actually definitely) it was better before, but we do need virtue, and rest your bike, we order sandwiches with meat and mushrooms and beer for all
the report:
the video:


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/3314

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