Dal rifugio Ariel alla torre del filosofo


  • 21.7 km

    Distance

  • 1601 m

    Min height

  • 2945 m

    Max height

  • 1344 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


Dal rifugio Ariel cominciamo a salire con calma, siamo a quota 1700 e dobbiamo arrivare oltre i 2900. La cima è lassù, ancora quasi nascosta.
Sempre su asfalto raggiungiamo il rifugio Sapienza
Qualcuno prova a dire: e se ci portassimo avanti salendo in funivia? Ma la proposta è subito bocciata dalla maggioranza, la cima va conquistata pedalando! Inizia la sterrata, subito con rampe dure che costringono anche a scendere dalla bici, non tanto per la pendenza, quanto per il fondo sabbioso che fa slittare le nostre gommine strette. Si sale fra le lingue di lava e le prime esclamazioni di stupore per questi sconosciuti paesaggi cominciano a serpeggiare fra il gruppo. Si continua a salire, ormai siamo sopra alle nuvole, c’è chi si ferma a fare le riprese, chi a fare le foto, e chi con la scusa di fare le foto si riposa un attimo
Dopo quasi due ore di salita siamo in vista della cima, le ultime rampe sono molto ripide, siamo svegli dalle 4 e la stanchezza si fa sentire, qualcuno spinge e qualcuno riesce ancora a pedalare, ma un po’ alla volta si arriva tutti ai 2920 del rifugio del Filosofo.
Ovunque ci si giri c’è qualcosa di affascinante da vedere, la neve caduta pochi giorni prima rende ancora più bello il panorama, con il contrasto fra il suo candore e il nero della lava. Se a questo si aggiunge l’intenso azzurro del cielo e il mare si nebbia in basso, lo spettacolo è assicurato.
Siamo alla fine di ottobre, la temperatura quassù è fredda ma il sole riesce ancora a scaldarci, c’è vento ma per fortuna non esagerato, ci cambiamo al riparo della casetta delle guide alpine e ci rifocilliamo con i panini del bar di Nicolosi.
La voglia di salire fino in cima ai crateri sommitali è tanta, ma purtroppo in questo momento la zona è considerata pericolosa e perciò vietata, pazienza, sarà per la prossima volta, tanto l’idea che comincia a prendere forma nella nostra testa è una sola: qui bisogna ritornare!
Scattiamo allora la foto di rito sotto alla cima e ci avviamo verso la Torre del Filosofo. Dopo una breve discesa, si sale ancora brevemente verso il punto più alto del tour, 2940 m.
Qui la vista è, se possibile, ancora più bella e si ammira estasiati il panorama,
Dopo il giro intorno alla Torre del Filosofo, inizia quella che molti si stanno pregustando già da un po’: la discesa sulla sabbia e sulle ceneri del vulcano!
Poi si cominciano a prendere le misure con l’affondamento delle ruote sul sentiero che taglia i tornanti, poi il primo (e unico) imprevisto, dariuz buca. Mentre è in corso la riparazione, ci si diletta a giocare fra lava e sabbia come i bambini.
Si riparte, giù dalla Cisternazza si prende confidenza e il gruppo si scatena.
Si passa poi sul “Laghetto” in una atmosfera lunare di lava tricolore
Aggiriamo la Montagnola lungo un bel sentiero che corre sopra alla valle del Bove.
Si arriva adesso ad uno dei momenti clou della giornata, una pista da discesa libera di sabbia lavica, dove ognuno si può scatenare come meglio crede, in velocità o facendo slalom fra le pietre e con l’emozione di infilarsi direttamente nella nebbia che ti inghiotte.
Poi di nuovo il sole e ancora sabbia, ripida e infinita, le labbra sono ormai deformate in un sorriso che arriva oltre le orecchie,
ci si ferma, si commenta, si fotografa, si guarda indietro, sembra impossibile, è uno dei parchi giochi naturali più grandi e più divertenti che un biker possa incontrare, il tutto condito da un superbo panorama.
Adesso siamo già mille metri più in basso, comincia un po’ di bassa vegetazione e facciamo slalom fra i cespugli spinosi.
Siamo quasi alla strada, ci fermiamo a guardare le nostre scie mentre il solito sorriso ebete del biker non accenna minimamente a diminuire.
Il sole batte sulla sabbia nera e scalda ancora, ci fermiamo e ci spogliamo delle giacche invernali ancora increduli per quello che abbiamo appena vissuto, mentre i commenti e le esternazioni di felicità si sprecano.
Ancora un ultimo tratto di discesa e arriviamo alla strada, risaliamo brevemente fino nei pressi del rifugio Sapienza, dove festeggiamo degnamente questa splendida ed incredibile giornata con un brindisi serale.
C’è ancora tempo per una visita ai crateri Silvestri, da dove si vede bene la distesa di sabbia nera teatro della bellissima discesa, con ancora i segni del nostro passaggio.
Il sole sta per tramontare, cominciamo la discesa verso il rifugio Ariel, scopriamo ancora un pezzo di sentiero che taglia l’asfalto fra la lava (tanto per cambiare) e facciamo ritorno al rifugio Ariel

il report:

il video:


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/3313


From the refuge Ariel begin to climb slowly, we are at 1700 and we have to get beyond 2900 The top is up there, yet almost hidden.
Always on asphalt reach the Rifugio Sapienza
Someone trying to say and if there portassimo forward going up in the cable car? But the proposal was immediately rejected by the majority, the top must be won pedaling! Start the dirt road, just by ramps that force even harder to get off the bike, not so much for the slope, as well as for the sandy bottom which shifts our grommets narrow. It rises among the languages ??of lava and the first exclamations of amazement for these unknown landscapes begin to meander among the group. It continues to rise, we are now above the clouds, there are those who will stop to do the shoot, who to take pictures, and who under the pretense of taking photos rests a moment
After nearly two hours of climbing we are ahead of the summit, the latest ramps are very steep, we are awake between 4 and tiredness is felt, someone pushes someone and still manages to ride, but a bit 'at a time you get all of the 2920 retreat of the Philosopher. < br> Wherever you turn there is something fascinating to see the snow fall a few days before makes it even more beautiful landscape, with the contrast between his candor and black lava. If you add to this the intense blue of the sky and the sea mist at the bottom, the show is guaranteed.
We are at the end of October, the temperature up here is cold but the sun still manages to keep warm, no wind but thankfully not overdone, there's change to the shelter of the lodge guides and refreshed us with sandwiches in the bar of Nicolosi.
The desire to climb to the top of the summit craters is so great, but unfortunately at this time the area is considered hazardous and therefore prohibited, patience, will be for the next time, so the idea began to take shape in our heads is one: here we must return!
We take then the usual photo below to the top and we are approaching Tower of the Philosopher. After a short descent, we climb again briefly towards the highest point of the tour, 2940 m.
Here the view is, if possible, even more beautiful and you can admire the panorama of awe, Buy After the tour around the Tower the Philosopher, begins what many are already anticipating for a while ': the descent on the sand and on the ashes of the volcano!
Then you begin to take steps with the sinking of the wheels on the path that cuts through the curves, then the first (and only) unexpected Dariuz hole. While it is being repaired, we delight in play between lava and sand like children.
Sharing, down from Cisternazza takes confidence and the group breaks out.
We then move on "Pond" in a lunar atmosphere of lava tricolor
Go around the Hillock along a beautiful trail that runs above the Valle del Bove.
It comes now to one of the highlights of the day, a downhill slope of lava sand, where everyone can trigger as it sees fit, in speed or doing slalom between the stones and the excitement to slip directly into the mist that engulfs you.
Then again the sun and sand still, steep and endless, his lips are now deformed in a smile comes over my ears, Buy, you stop, you said, you shoot, you look back, it seems impossible, is one of the greatest natural playgrounds and more fun than a biker might encounter, all topped off by a superb panorama.
Now we are already a thousand feet below, begins a little 'low vegetation and we slalom between the thorny bushes.
We're almost to the road, we stopped to look at our trails and the usual stupid smile of biker no mention to decrease.
The sun beats down on the black sand and warm again, we stop and we strip off the winter jackets still in disbelief about what we have just experienced, and comments and expressions of happiness abound.
Just one more part of the descent and arrive at the road, we come up briefly near the Rifugio Sapienza, where worthily celebrate this wonderful and amazing day with a toast evening.
There is still time for a visit to the craters Silvestri, from where you can clearly see the black sand of the beautiful theater descent, with still signs of our passage.
The sun is setting, we begin the descent towards the refuge Ariel, we find again a piece of trail that cuts the asphalt between the lava (for a change) and we return to the shelter Ariel
the report:
the video:


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/3313

Map/Elevation

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