BrembOrobieTrailBike


  • 155.5 km

    Distance

  • 384 m

    Min height

  • 2365 m

    Max height

  • 1981 m

    Δ height

  • Road

  • Equip

  • Skill

  • Effort

Track Description


PRIMO GIORNO
Partenza da San Giovanni Bianco e ammiraglia sino al bivio per Fraggio, salita sino ai Piani di Artavaggio.
Dai piani raggiunta la Casera Campelli sui pedali ci avviamo a spinta allo start del Sentiero degli Stradini.
Attraversata con molta attenzione di questo esposto sentiero sino al rifugio Lecco , chiuso per ristrutturazione.
Pizzoccheri ai Piani di Bobbio e breve elioterapia. Partenza verso il Passo del Gandazzo da dove inizia il calvario a spinta verso il passo del Toro.
Un temporale con tuoni nella zona delle Torcole e qualche goccia di pioggia ci fanno aumentare il ritmo nell'intento di arrivare asciutti al rifugio Grassi, cosa che ci riesce perfettamente.
La prima sera l’abbiamo trascorsa al rifugio Grassi raggiunto con una certa apprensione dettata dai tuoni che giungevano da troppo vicino dopo una mattinata di sole splendente. Anna ed Amos sono i cordiali rifugisti che vivono la loro professione in compagnia dei due piccoli di 21 e 8 mesi.
Questo la dice lunga sulla dedizione con cui si porta avanti la professione di rifugista, la stessa dedizione che troviamo nella preparazione dei pasti e nell’attenzione alle materie prime impiegate.

SECONDO GIORNO
Dopo il primo giorno di totale salita oggi si riparte in discesa, discesa nella prima parte più addomesticabile per poi diventare la sagra dei rollig stone quando si entra nel bosco. In alcuni tratti poi la mulattiera fa da greto al torrente con abbonante scorrimento di acqua, una lunga diagonale ci porta a Costa frazione di Valtorta.
Da Costa risalita su ripida cementata e poi attraverso la Val d'Inferno e la Val Salmurano sino al Colle della Maddalena sopra Cusio dove la navetta ci carica e trasporta ai Piani dell'Avaro.
Sosta enogastronomica obbligatoria in un Ristorobie ampliato, ampliata anche la già immensa ospitalità di Miriam e Paola dove la promessa di stare leggeri viene subito tradita a suon di pappardelle e nusecc.
Si riparte a fatica alla volta dell'incrocio del sentiero 101 che ci deve portare verso la Valmoresca, una volta intercettato il 101 ci permettiamo anche una bella exploration che ci porta alla diga senza troppi sbattimenti che verrebbero richiesti passando per i Piani delle Acque Nere.
Discesa in Valmoresca su sentiero in condizioni eccezionali e con nuovo ponte sull'attraversamento del torrente, da qui Caprile Alto, Santa Brigida, Olmo al Brembo nell'ordine. La risalita a Piazzatorre è un bellosforzo di cui non si sentiva la mancanza.


Il secondo pernottamento avviene a Piazzatorre presso l’Hotel Milano un po’ per motivi logistici un po’ perché manca una vera alternativa di sentiero che permetta all’itinerario di restare in quota sulle montagne, ricordiamoci che parliamo di mtb e non di trekker , per cui la scelta si impone.
Dire che al Milano ci sentiamo un po’ a casa è una cosa scontata, Barbara e slayer ci mettono del loro con cucina e servizio impeccabile.
Giantonio al mattino si rende disponibile per un graditissimo servizio navetta sino alla Rossanella.

TERZO GIORNO
Navetta sino alla Rossanella, da qui poche pedalate e tutta spinta sino al Forcolino di Torcola per via diretta, discesa sempre bella anche se un pò smossa nella parte bassa sino a Valleve.
Navetta sino a Foppolo e seggiovie sino al Montebello. Non poteva mancare la sosta in Terrazza Salomon dove Mariuccia cortese come sempre ci scodella una mega porzione di pizzoccheri. Discesa verso Carisole e risalita verso il Mirtillo ad intercettare il sentiero che sale sopra il costone che porta poi alla Val Sambuzza. Bella discesa della Val Sambuzza in compagnia di un discreto rovescio che però non riesce a rovinarci la bellezza della discesa nel bosco sino al Dosso, da dove Ugo ci teletrasporta sino al Longo.
Terzo pernottamento al rifugio Longo quello che personalmente amo di più e quello che mi restituisce intatta quell’aria che vorrei sempre trovare in un rifugio di montagna. Enzo e Rossella sono unici, le camerate del rifugio nel loro ordine e pulizia sono impeccabili, i rumori e lo scarso isolamento trasmettono il senso di aggregazione che un rifugio dovrebbe sempre dare.
La tempesta di neve della domenica mattina vista dalle piccole finestre del rifugio non potrebbe avere un punto di vista migliore.
La cucina, dal risotto alla torta di pesche ed amaretti rendono difficile ogni partenza dal dal rifugio.

QUARTO GIORNO
Domenica 24 il meteo ha avuto un colpo di coda non indifferente portando la quota neve per un paio di ore anche più bassa del rifugio Longo. Pensare di salire ai 2400 m. circa del passo della selletta era poco ragionevole in considerazione che comunque un pò di accumulo si era formato.
Da qui la decisione di rientrare a valle e interrompere questo quarto giorno che per altro avevamo in parte già percorso anche ad inizio giugno


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/11559


FIRST DAY
Departure from San Giovanni Bianco and flagship until the junction for Fraggio, climb up to the tops of Artavaggio.
From the plans reached Casera Campelli we start to push on the pedals at the start of the Path of the Road Menders.
Crossed with a lot of attention to this exposed trail up to the refuge Lecco, closed for renovation.
Pizzoccheri to Piani di Bobbio and short heliotherapy. Departure towards the Passo del Gandazzo from where begins the ordeal to push for the passage of Taurus.
A storm with thunder in the area of ??Torcole and a few drops of rain make us increase the pace in order to arrive at the shelter dry Grassi, which succeeds perfectly.
The first night we spent at the shelter Grassi achieved with a certain apprehension dictated by the thunder that came from too close after a morning of glorious sunshine. Anna and Amos are friendly rifugisti who live their profession in the company of two small 21 and 8 months.
This speaks volumes about the dedication with which he pursues the profession of rifugista, the same dedication that we find in the preparation of meals and attention to raw materials.
SECOND DAY
After the first day of total ascent today it starts going down, down in the first part and then become more tamed the festival of Rollig stone when enter the forest. In some places the trail then makes the stream from shore with abbonante scroll of water, a long diagonal leads us to Costa fraction of Valtorta.
Da Costa steep slope on the concrete and then through the Val d'Inferno and Val Salmurano up the Colle della Maddalena Cusio above where the shuttle we charge and carries the Plans Miser.
Stop mandatory food and wine in a Ristorobie expanded, also expanded the already immense hospitality of Miriam and Paola where the promise of being light is immediately betrayed to the sound of pappardelle and nusecc.
It starts with difficulty at a time crossing the path 101 which should bring us towards the Valmoresca, once intercepted the 101 we would also have a nice exploration that leads to the dam without too many concussions that would requested through the Plans of Black Water.
Descent in Valmoresca on trail in exceptional circumstances and with the new bridge crossing of the river, from here Caprile Alto, Santa Brigida, Olmo al Brembo order. The ascent to Piazzatorre is a bellosforzo of which he did not feel the lack.
The second night takes place at the Hotel Milano Piazzatorre a bit 'for logistical reasons, a little' because there is no real alternative to path that allows the route to remain at high altitude in the mountains, let us remember that we are talking about mtb and not of trekker, so the choice must be made.
say that to Milan we feel 'at home is a matter of course, Barbara slayer and we bring their cuisine and impeccable service.
Giantonio in the morning makes himself available for a very welcome shuttle service until the Rossanella.
THIRD DAY
shuttle until the Rossanella, from here a few rides and the whole thrust of up to Forcolino Torcola by direct descent always nice albeit a little loose at the bottom until Valleve.
shuttle until Foppolo and chairlifts up to the Montebello. He could not miss the stop in Terrace where Salomon Mariuccia courteous as always there a mega bowl portion pizzocheri. Descent to Carisole and ascent to the Blueberry to intercept the path that goes over the ridge which then leads to the Val Sambuzza. Beautiful downhill in Val Sambuzza in the company of a decent backhand but fails to destroy the beauty of the descent into the woods until Dosso, where Ugo us teleports up to Longo.
Third night at the refuge Longo what I personally love the most and what I returns intact that air that I would always find in a mountain retreat. Enzo and Scarlett are unique, the dormitories of the refuge in their order and cleanliness are impeccable, the noises and poor insulation convey the sense of aggregation that a shelter should always give.
Snowstorm Sunday morning view from the small windows the shelter could not have a better point of view.
cuisine, from risotto to peach pie and macaroons make it difficult for any departure from the shelter.
FOURTH DAY
Sunday 24th the weather had a backlash not indifferent bringing the snow level for a couple of hours even lower than the refuge Longo. Think of climbing to 2400m. about the pace of the harness was unreasonable to consider that a little bit of accumulation, however, it was formed.
Hence the decision to return to the valley and stop this fourth day than anything else we had already driven in part also to the beginning of June


http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/11559

Map/Elevation

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